OBI:
frutti della noce di palma. L'olio di palma si utilizza come condimento
mentre il succo serve per preparare il vino di palma.

IGNAMI: pianta
erbacea tropicale simile alla patata, i suoi tuberi sono ricchi di
amido.
MANIOCA: arbusto tipico
delle zone tropicali, ha radici ricche di amido da cui si estrae, dopo
una lavorazione che elimina la tossicità, la TAPOICA che è ottenuta
setacciando la fecola di manioca e poi facendola seccare. |
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In Nigeria, molto tempo fa, ci fu una terribile carestia: le banane non
maturarono, e neppure il miglio, il mais, la manioca, le palme da olio
persero i loro frutti, gli obi, e il raccolto degli ignami andò
perduto. Persino il pepe mancava, persino la manioca per fare la
minestra: gli animali soffrivano la fame e dimagrivano a vista d'occhio.
Così, un giorno, il Leone, che era il re degli animali, morì di
stenti; allora gli animali che abitavano nella foresta si riunirono per
eleggere un nuovo re.
Gli animali più grossi e più forti pensavano che la scelta sarebbe
caduta su di loro, e ognuno tenne un discorso all'assemblea riunita
all'ombra di un immenso baobab.
L'elefante si vantò della sua forza:
"Con la mia proboscide posso sradicare l'albero più grosso della
foresta!"
La Tigre protestò che era più forte lei:"Ci vuole poco a buttar
giù un albero che non si muove! Io posso uccidere il nemico più
terribile con una sola zampata!"
Il Rinoceronte affermò che gli altri due erano miserabili spacconi:
"Io infilzo centinaia di tigri e di elefanti, con il mio
corno!"
Gli animali erano incerti: quei tre erano davvero forti, ma…ci voleva
qualcosa di più, per diventare re.
Allora l'Aquila aprì le grandi ali e volò fino al trono vuoto. Poi
gridò:
"Ascoltatemi! Anch'io sono forte, tanto forte che con il mio becco
e i miei artigli posso uccidere elefanti, tigri e rinoceronti piombando
su di loro dal cielo! Perché io so anche volare, e tra gli uccelli sono
senza dubbio quello che vola più in alto!"
Agli animali piacque molto l'idea di un re capace di raggiungere le
nuvole e di guardare dall'alto il mondo, e cominciavano a gridare:
"L'aquila è l'unica che può prendere il posto del Leone! Viva l
uovo Re!"
Poi, uno per uno, sfilarono davanti al trono per inchinarsi davanti lei
giurarle obbedienza. Ma ci fu un animale che non volle farlo: un uccello
di tutti i colori, il piccolo Colibrì.
Con aria spavalda, andò a posarsi accanto alla gigantesca Aquila e le
disse:
"Sei sicura di essere l'uccello che vola più in alto? Se vuoi che
ti giuri obbedienza devi dimostrarmi che è vero."
L'Aquila si mise a ridere e gridò:
"Sudditi, il Colibrì non è convinto che io sappia volare più in
alto di lui! Voglio sfidarlo, così vedremo chi è il più forte."
Anche gli animali scoppiarono a ridere: un uccellino come quello, in
gara con un'aquila gigantesca!
I due avversari decisero di partire da una grande palma di cocco e,
quando la Lepre diede il via, ecco il Colibrì saltare sul dorso
dell'aquila, senza che nessuno lo vedesse. Battendo le enormi ali, il
grande uccello cominciò ad alzarsi nel cielo, e il colibrì con lui.
L'uccellino pesava così poco che era impossibile accorgersi della sua
presenza e, aggrappato alle robuste penne dell'aquila, sembrava un re
nella sua portantina.
L'Aquila era salita tanto in alto che ormai era vicino al Sole, e
pensava:
"Il Colibrì dev'essere rimasto così indietro che ormai si sarà
pentito di aver osato sfidarmi."
Ma proprio in quel momento l'uccellino si staccò dal suo dorso e le
volò davanti, fresco e riposato, dicendole:
"Ti sei decisa ad arrivare! Stavo quasi per venire a
cercarti!"
L'Aquila non credeva ai suoi occhi, ma dovette ammettere di essere stata
sconfitta, e quando tornarono sulla Terra, il Colibrì vene dichiarato
re.
Essere furbi è meglio che essere forti!
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